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sbruscoli
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Montelabbate - PU
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Il mio Garage

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Inserito il - 04 nov 2006 :  09:52:27  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Sollecitato da un'altra discussione aperta da Matteo "Krusty" in merito alle conservate, mi piacerebbe leggere i vostri commenti sull'argomento. Fornisco la mia opinione sull'argomento con l'ultimo lavoro che ho fatto, finito nei giorni scorsi:
http://www.quellidellalambra.it/index.php?option=com_content&task=view&id=57&Itemid=42

vespamodelli
Master +



Lecce - LE
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Il mio Garage

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Inserito il - 04 nov 2006 :  11:04:45  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Il fascino del conservato a detta di esperti di psicologia applicata al design deriverebbe dall'abitudine ormai genetica a convivere con i ruderi di passate civiltà, tanto da farci apprezzare il colosseo, le terme di Caracalla, la tomba di Cecilia Metella e farci giudicare obbrobri le loro ricostruzioni in film storici, dove li vediamo lindi e perfetti . . . e quindi innaturali.

Premesso questo si può capire perchè ormai prende piede il restauro conservativo tra i collezionisti europei e lo si nega del tutto tra quelli del nuovo mondo. Loro, gli ultimi arrivati . . . non hanno familiarità "genetica" con le rovine del passato, se un veicolo non straluccica, non è glassato come un cream caramel, ricromato e assolutamente intonso. . . non lo apprezzano.

Per fortuna noi no.
Il valore storico ed estetico di una vernice originale, con tutti i graffi, le sbucciature e i punti di ruggine accumulati in 30 o 40 o addirittura 50 anni è impagabile e in certi casi anche oltre il consentito.

Tempo fà mi sono letteralmente innamorato di un telaio di VNB4 che era stato saccheggiato di motore, cerchi, selle e fanali che avevo visto dal solito puscher. (l'Infame)
Era completamente marrone di ruggine.
Sembrava che avesse passato gli ultimi 20 anni sotto un cespuglio di more ed era tempestato di puntini di ruggine che con la pioggia e il tempo avevano "espanso" l'alone anche al di fuori sulla vernice integra, provocando una "slavatura" di ruggine su tutto il veicolo.

Lo presi per 60 euro, visto che a parere dell'infame non c'era più niente da saccheggiare, il resto era talmente ossidato che non valeva la fatica.

Portato a casa gli ho fatto un trattamento energico, sperimentato anni prima, a base di paglietta per i piatti e crema per lavandini al limone . . . il CIF!!!
Dopo due flaconi di crema, una dozzina di spugnette, muscoli da culturista al solo braccio destro ricomparve magicamente la vernice originale.
Ho lasciato l'interno del cofano motore nel colore "rugginoso" per testimonianza di come era e ora attende un motore in stile BIBBI cioè "tretravasizzato" per poterci fare un po di strada senza farsi sorpassare da sorelle più recenti.
Tutti i pezzi mancanti li ho scrupolosamente cercati usati in tono con il resto del veicolo, comprese le gomme, delle vecchie CEAT con ancora con buona scolpitura, certo non da farci pieghe al limite ma assolutamente in data con il veicolo.

Ovviamente si chiama CIF, appena possibile metterò delle foto dei trattamenti e dei risultati finali sul mio album.

Conservare, conservare il più possibile, tanto per restaurare da capo a piedi c'è sempre tempo, ma perdere una vernice originale quando è possibile salvarla lo considero un atto di barbarie degna di quelli che stanno li, nel nuovo mondo.



Chi CAMBIA le marce non SCAMBIA mai la lamiera con la plastica!!!
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tagliaerbe
Junior ++


Vicenza - VI
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Inserito il - 04 nov 2006 :  18:33:28  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
O Stefano, ti sei convertito?
In effetti il passaggio alla cultura "conservativa" credo faccia parte dell' evoluzione di molti collezionisti, incluso il sottoscritto.
Devo ammettere che il risultato è notevole, anche se credo che nel tuo caso siamo proprio al limite, e forse per la maggioranza andava restaurata.
Forse il risultato si poteva rendere ancora più esaltante con qualche ritocco a nitro nei punti più rovinati.
Comunque credo ci sia anche più soddisfazione in un restauro di questo tipo, o no?
Saluti Marcello
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almo
Master



Carrara - MS
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Inserito il - 04 nov 2006 :  18:48:16  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Io ho sempre creduto al conservato, infatti ho restaurato solo una su sei delle mie lambra. Adesso con la discussione aperta da sbruscoli mi sento ancora di piu' incoraggiato a continuare. IN un certo senso quando si sale su un conservato è come salire su una macchina del tempo.

"Sono le 20.35 è l'ora della Lambretta". Almo Calchini.
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Mego
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Ferrara - FE
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Inserito il - 04 nov 2006 :  19:48:53  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Sono anch'io per il conservato,ma sono per gli ottimi conservati. Se la quantità di ruggine inizia ad essere più di un terzo della superficie della vernicie sono per il restauro (ovviamente NO SMS MODE esiste un metro di misura unico per stabilire QUELLO è un conservato e QUELLO NON è un conservato...ogni mezzo va visto e valutato con cura e calma).
Assolutamente NON concepisco quelle persone che potendo scegliere comprano una lambro dalla quale si potrebbe ricavare un conservato per farne un RESTAURO totale...spendendo di più come base e "rovinando" un pezzetto di storia. Ognuno poi fa quello che più gli piace per carità...però...tra salvare un bel rottame ridandogli vita (nei limiti del possibile ovviamente)e risanare un esemplare che andava solo ritoccato...bèh...concepisco più la prima ipotesi.
Saluti a tutti

- LAMBRETTA SX 200...maial se va! -
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Krusty
Senior


Cervia - FC
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Inserito il - 06 nov 2006 :  12:56:29  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
visto che la cosa è molto interessante e piacve a molti, potreste mettere le procedure che fate per ottenere da un mezzo un restauro conservativo...mi piacerebbe sapere come fate, come vi comportate, quali sono le procedure...






Photo Album:
http://community.webshots.com/user/lambretta150
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Alessandro Pisacane
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Genova - GE
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Inserito il - 06 nov 2006 :  16:38:12  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Ciao a tutti,
premetto che sono d'accordo con voi sul tema della conservazione, la mia è una deformazione professionale; per quanto mi riguarda sto facendo restaurare la mia vespa per vari motivi:
1) il suo colore non era quello originale, quasi del tutto eliminato;
2) la ruggine cominciava a mangiarsi il tunnel e le pedane;
3) fra poco diventerò papà e i fondi saranno, di conseguenza, dirottati, insomma dovevo decidermi;
4) mia moglie è d'accordo nel fare restaurare la vespa!
Detto questo, mi mancherà molto la vecchia vespa ma non vedo l'ora di vedere la nuova, col colore di quando è uscita.
ale


p.s.: per SBRUSCOLI: la tua lambra è bella, anzi, di più!


Spero che scorra buon "olio" tra di noi..
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monte76
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Napoli - NA
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Inserito il - 06 nov 2006 :  16:44:36  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Buonasera a tutti.
In passato(e sicuramente anche in futuro, trovando l'auto giusta) mi sono dedicato alle quattroruote, dove il restauro conservativo è molto piu' diffuso ed apprezzato, è innegabile ad esempio che degli interni in pelle vissuti sono molto piu' belli che tutti nuovi.
Pero' è altrettanto vero che il restauro conservativo ha senso se c'è qualcosa da conservare; nello specifico la pur stupenda lambretta su cui stiamo disquisendo, fosse stata mia,non sarebbe stata rifatta ex novo, ma comunque sarebbe stata ripresa dove la ruggine è molto evidente. Un bravo carrozziere, che magari ti fa spendere gli stessi soldi che riverniciarla tutta, è comunque in grado di riprodurre la stessa tinta, che spesso causa i segni del tempo finisce per discostarsi molto dall'originale.
Ma ovviamente ognuno vive la sua passione come crede, per cui: ben fatto Stefano!
Con cordialità
Gerardo
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sbruscoli
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Montelabbate - PU
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Inserito il - 07 nov 2006 :  11:35:34  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Ciao a tutti
vedo che si sta sviluppando un bel dibattito..... era lo scopo che mi proponevo, non tanto quello di mettere in mostra la mia "ragazza" (aspetto ancora da Moreno un soggerimento per il nome!!)
Detto questo, rispondo a Marcello: si, ne è passata di acqua sotto i ponti da quel gennaio 2003 con quella special 150 conservata.... oggi ragionerei in maniera diversa. Credo che tu abbia ragione quando parli di evoluzione: all'inizio pensi solo ad avere un mezzo restaurato a puntino, lucido a specchio, quasi come se fosse uscito dalla fabbrica, poi se pensi alla storia e se ti capita un mezzo giusto per farti fare delle riflessioni, beh, allora si parte con l'evoluzione!!!.
E' vero quello che dice Alessandro: se non c'è nulla da conservare perchè irrimediabilmente compromesso da verniciature con colori non originali, si deve passare al restauro totale
Nel caso in questione la mia scelta è stata quella di non verniciare assolutamente nulla. Permangono comunque dei dubbi, anche per i suggerimenti che da Gerardo, circa le riprese nei punti arrugginiti con vernice alla nitro. Quale risultato si poteva ottenere??? O dei cofani stupendi in netto contrasto con il resto oppure delle zone ove si vedeva in maniera più o meno evidente il ripristino fatto. Non mi convincono nè l'uno nè l'altro....
E' vero che forse dovrei preoccuparmi di proteggere in qualche modo con qualche prodotto chimico le parti arrugginite, ad evitare che il fenomeno proceda. Ma, chiedo lumi a chi ne sa di più, se la mia "ragazza" (dai Moreno!!!!) sta ricoverata al caldo di un garage privo di umidità, un luogo asciutto, c'è il rischio che il fenomeno di arrugginimento progredisca??? Per ora l'unico intervento che ho fatto è stato quello di passare un liquido fostatizzante e una spenellata con miscela (10-20%) di benzina e olio.
Si, Marcello, è vero forse la "ragazza" è proprio al limite per un restauro conservativo, ma quante sono le LI 125 I serie (risalente quindi a quasi 50 anni fa!!!) conservate rimaste in vita ai nostri giorni???
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Lorenzo
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Rodano - MI
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Inserito il - 07 nov 2006 :  12:15:31  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Premetto di non essere esperto in materia, ma secondo me occorre anche vedere la cosa (conservato o restaurato) non solo con gli occhi degli addetti ai lavori ma anche con il punto di vista di quelli che non ne capiscono e che semplicemente vedono sfrecciare i nostri amati mezzi per le strade o ai raduni.
Di fatto colpisce molto di piu' un mezzo restaurato rispetto ad un conservato che in fondo dà l'idea del trasandato. Non vorrei sembrarvi blasfemo ma questa secondo me è l'immagine o il messaggio che si imprime negli occhi e nel ricordo dell'essere comune.
Tuttavia occorre dire che il confine tra restaurato e conservato è molto sottile. Non esistono dei criteri scientifici che stabiliscano quando uno o quando l'altro, sicuramente la conservazione è indicata ad un mezzo in ordine che dia l'idea del vissuto con riguardo, altrimenti rischia di essere visto e giudicato come un rottame che non trasmette il sentimento che invece vorremmo trasmettere. Qui sta la magia.

Questo è il mio pensiero
Ciao
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vespamodelli
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Lecce - LE
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Inserito il - 07 nov 2006 :  21:58:03  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Lorenzo e chi se ne frega che chi guarda ammira di più un iperestaurato invece che un conservato, è vero che la soddisfazione deve essere personale alla fine dei conti ma se si recupera arriveranno anche le attenzioni dei non addetti, con il tempo.
Qualcuno trova soddisfazione attraverso l'attrazione degli sguardi della gente . . . e allora rifà tutto da capo, però brucia per sempre la storia di quel veicolo.

Se sono in condizioni pietose o riverniciati in colori improponibili, alla fine conviene restaurare da capo a piedi ma, una verniciatura fuori gamma fatta 20 anni fà comincia ad avere il suo fascino, pur sapendo che non è originale proprio perchè si porta addosso la sua storia.
I graffi, le consumature, le bottarelle, gli adesivi e pure la ruggine.

Da un pò giro con la Li 3 bicolore, conservatissima a parte i cofani e il musetto a cui ho cambiato colore e il parafango e il copristerzo che erano uno ammaccato di brutto e l'altro ormai all'alluminio.
Noto che attrae l'attenzione più delle vespe pari età perchè ormai diffusa meno, ma non c'è benzinaio o automobilista ai semafori che non chieda di che anno è, e si complimenti per le condizioni, sapendo leggere il valore di tutte le imperfezioni e le rughe che si porta dietro.
Proprio per rispettare questo stato la riverniciatura dei cofani l'ho fatta più opaca e l'ho "trattata" invecchiandola. Ho addirittura consumato la vernice in quei punti dove dopo 30 . . . hem 43 anni inevitabilmente si sarebbe consumata e solo un attento esame di uno di noi vede che son riverniciati di recente. Tra qualche anno di uso saranno uniformati al resto e farà ancora la sua porca figura.

Sulla VBB2 detta BIBBI, ho invece fatto un intervento che Cesare brandi riterrebbe filologico, ovvero ho evidenziato tutti i punti rifatti (quasi automaticamente perchè l'ossidazione della vernice originale si può simulare ma non si riesce a rifarla veramente per bene) dal tono lievemente diverso del nuovo colore, cerchi, sportellino cofano e ritocchi sono evidenti che son riverniciati ma poi lucidando tutto sono perfettamente uniformati nello spessore e l'effetto, anche qui mi piace da morire, perchè dimostra tutti i suoi 43 anni e tutti gli interventi sono dichiarati, addirittura ho rifatto il decal del rodaggio e consumato a dovere come, visto che quello che restava dell'originale è definitivamente sparito con la lucidatura.

Idem per la VNB1, pur avendola sverniciata e riverniciata totalmente, ad osservarla viene il dubbio che sia un "eccezionale" o un restaurato effetto conservato.
In questo caso non avevo scelta gli avevano cambiato colore per capriccio e l'avevano riverniciata rossa a smalto. Con il tempo il colore a smalto si era ritirato creando un effetto pelle di coccodrillo (chi volesse rifarla magari impazzisce a riuscirci) ma improponibile per un iscrizione obbligatoria alla FMI per reimmatricolazione. Ho fatto salti mortali e mi sono giocato quasi tutto un agosto per asportare lo smalto e tentare di recuperare il suo celeste originale che era praticamente perfetto. In pratica in diversi punti l'ho graffiata io con la spatola e dopo aver stuccato per livellare e seppiato tutto gli ho passato un velo di nuova vernice dello stesso colore originale. Sotto . . . ha il suo fondo originale piaggio!!! Tra qualche anno sfido chiunque a dire che è un riverniciato . . . questo non per spacciarla per conservato, ma proprio perchè la pulsione è quella di riportare in vita "come erano" e non "come bella sembra nuova" Questo da fuori non si vede, ma per me vale, vale molto di più di qualsiasi sbrilluccichio.

Molto spesso, quasi sempre secondo me, in questo si cela la differenza tra un restauro e un lavoro da bravo carrozziere. E in giro vedo quasi solo lavori di bravi carrozzieri.
In questo concetto del recupero e della conservazione che continuo a consigliare di usare rigorosamente vernici nitro su veicoli verniciati in origine nitro, che che ne dicano i vari esperti "bravi carrozzieri" evedentemente attratti dal luccichio prima che dal recupero di un valore storico.

Ha, ha, ha, chissà quanti bravi carrozzieri avranno da replicare a questo . . .

Qui c'è qualcosina http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?sc=1&addtype=local


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vespamodelli
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Inserito il - 07 nov 2006 :  22:00:48  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Ps. Unica concessione al fuori tema sui miei veicoli sono le selle, quelle son sempre fuori serie, a meno che non sianoi eccezionali conservati . . .

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Krusty
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Inserito il - 08 nov 2006 :  10:23:52  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
bello bello, che discorso interessante...
le correnti di pensiero sono tutte diverse e magari tutte giuste...però tutte affascinanti!

a me piacerebbe che in questo post, oltre che la "filosofia" del restauro conservativo (molto interessante, per altro...) ci fosse anche la tecnica per effettuare un restauro del genere...
che vernice utilizzare per i ritocchi invitabili, come fermare la ruggine, come creare la vernice ad effetto invecchiato...

mi piacerebbe un intervento anche del grande paolo, chi non ricorda il restauro conservativo fatto sulla li delle olimpiadi di roma?
mi piacerebbe sapere come è avvenuto visto che i risultati sono stati visibili a tutti...

dai facciamo andare avanti questo spazio del "lato oscuro del restauro"!!




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codaweb
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Inserito il - 08 nov 2006 :  14:41:24  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Leggendo i vostri post mi sono convinto ancor di più a procedere nella conservazione della mi "Armanda" l'unica cosa che vernicerò è l'interno del portaoggetti che è conciato il resto và più che bene vedendo quel che si trova in giro.
Ciao da un neo lambrettista.

http://foto.webalice.it/codaweb77
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eleboronero
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Inserito il - 08 nov 2006 :  16:24:27  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
io quando lo stato del mezzo lo consente cerco di recuperare il piu' possibile,se no restauro totalmente...........una nota permettetemi; se state restaurando un mezzo e volete verniciarlo alla nitro fate alla svelta perche' dal 2007 il colore alla nitro diventa fuori legge e non lo stanno facendo + per cui finite le scorte ci tocchera' usare il colore all'acqua (e non si sa' se faranno le conversioni delle formule x questo tipo di vernice).
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sbruscoli
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Montelabbate - PU
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Inserito il - 08 nov 2006 :  16:43:42  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Bravo Matteo!!!
le domande che proponi sono molto interessanti.....
Aspettiamo un intervento di Paolo sull'argomento....
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vespamodelli
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Inserito il - 08 nov 2006 :  19:25:13  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Se volete vi elenco il processo di recupero della CIF, una VNB4 del 63 (oh tutte del 63 me le ritrovo . . .) che quando l'ho presa era un telaio con forcella e manubrio completamente marrone di ruggine slavata.

L'esperienza mi aveva già portato a saper individuare il tipo di ruggine (che razza di specializzazioni si prendono in questo settore, no?) e quindi a decidere di portarla a casa per 60 euro scarsi,
Trattavasi di ruggine superficiale procurata da spine di rovi sotto i quali la vespa si era passati una decina d'anni.
Tutti i micrograffi con gli sbalzi tra l'acqua e il sole, l'unidità e il secco, avevano slavato la patina di ruggine anche sulle parti ancora integre e coperte da vernice, facendola apparire completamente arrugginita http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=ruggine-1.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch31 .

Il primo trattamento necessario ha comportato il lavaggio della carrozzeria con prodotti abrasivi per sporco e ruggine superficiale ma non troppo invasivi sulla vernice originale, che a questo punto diventava PREZIOSISSIMA, più che una appena stesa e brillante.
Prodotto individuato e già testato sul GL di Gipirat il CIF amoniacal (va bene pure quello al limone ) e una quantità enorme di pagliette e spugne per piatti.
Dopo un primo trattamento molto energico e ripetuto si arriva a questo risultato http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=sottoscudo.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch29 .
La fatica e le spugnette non ve le racconto . . . ma dopo questo trattamento in pratica esce fuori la vernice originale senza più la ruggine slavata e tutti i graffi e buchini che la facevano slavare sono pure ben grattati.
A questo punto i punti di origine della ruggine li ho trattati con convertitore di ruggine FEROX o prodotto analogo io ho usato il saratoga che regge sul metallo meglio ai successivi lavaggi e va via dalle parti verniciate senza molti problemi, mentre il ferox originale se insisti sparisce del tutto e devi rimetterlo.
Per prova ho lasciato umida e bagnata la superfice trattata per una settimane e non sono comparsi affioramenti nuovi, mentre con il ferox si.
Dopo un paio di giorni si può intervenire con il lavaggio per asportare i residui sulle parti verniciate, qui ho già messo il ferox e poi lavato via il residuo sulla vernice http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=pedane.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch27 .

Fatta questa operazione si può intervenire con i ritocchi di vernice, spianature e successivi passaggi di vernice e poi lucidatura.

Se la superficie è invasa da micrograffi come alla CIF, nella maggior parte dei casi ho lasciato solo il convertitore e poi lucidato, resteranno evidenti ma non troppo perchè si riempiranno con i residui della lucidatura, che in ogni caso asporta materiale.
Per le botte e le mancanze più ampie ho passato il convertitore, ripulito, passato un fondo (nocciola come in origine) stando entro i bordi del graffio o scalfitura e poi verniciatura con vernice in tinta con pennello morbido e vernice molto diluita.
Fatta questa operazione, dopo un paio di giorni, ma meglio se 4 o 5, si può seppiare per eliminare segni delle pennellate e vuoti di superficie, poi si ripete l'operazione fino ad avere una superficie più omogenea possibile con la originale.
In taluni punti e in taluni casi conviene passare un velo a spruzzo più ampio e poi seppiare e lucidare quasi a consumare il nuovo strato ma che uniformerà il tutto e non farà vedere differenze di tono.
E si arriva a questo risultato http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=pulitafronte.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch28 .
Se lo confrontate con la foto di quando è arrivata . . . si potrebbe pensare che non sia lo stesso veicolo o che sia stata riverniciata tutta e invece . . .
Ora la CIF si presenta così http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=portapacchicif.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch26 semicompleta in attesa di motorizzazione adeguata e prestante per presentarni ai raduni con un "catorcio" che però sta dietro se non avanti a PX e RALLY come fà abitualmente la BIBBI.

La CIF oltre questo miracolo di lavaggio, aveva un bel bu***** sotto la pedana http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=sotto.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch30
Qui sono intervenuto inevitabilmente con ricostruzioni di parti mancanti ed eliminazione di quelle marce. Ho approfittato della voragine debitamente allargata e "nettata a dovere" per fargli un trattamento interno di convertitore, fondo e successivo strato ceroso giusto per non intervenire più.
Ho ritagliato il buco stando ai bordi del tunnel e ripulendo i margini da residui, spazzolato fino al metallo internamente edopo aver trattato come descritto ho saldato una piastra preformata con le nervature sotto e una più robusta alla cirvatura dietro il parafango. Tra 30 anni forse sparirà la CIF ma resterà la piastra che ho saldato perchè di acciaio inox . . . quella avevo.

I bucherelli che si intravedono nella parte posteriore, che non danno problemi strutturali, li ho tappati incollando con colla bicomponente pezzettini di lamiera da 0,2 e poi stuccando sempre con bicomponente e facendo i passaggi descritti prima per la finitura e uniformazione al resto della vernice, Anche se in verità nella pedana li ho lasciati a vista gli interventi, ovvero sono visibili i rattoppi (a filo, però) e la pezza sotto lo scudo non l'ho uniformata, un modo di dichiarare il tipo di intervento ai posteri, he, he, he ( vizio che ci si porta dietro quando si è studiato restauro conservativo per beni artistici, il buon Cesare Brandi me ne darà merito).

In verità se avesse avuto documenti a me sarebbe piaciuto completarla e andarci in giro con il suo strato di marrone, magari "fissato" con un trasparente opaco o addirittura così come era. Ne ho viste di peggio ai vari eurovespa targate Svizzera o Germania e mi facevano venire l'acquolina in bocca per il loro stato di evidente catorcio funzionante e che si sciroppava magari 1000 km tra anda e rianda di un raduno.
Vabbè . . . se dovessi un giorno reimmatricolarla non potrei proprio presentarmi in motorizzazione con la CIF prima del trattamento, ma questo è un altro problema.

Dopo la CIF mi sono cimentato con la BIBBI una 150 VBB2 anche essa telaio senza motore e con ruggine slavata, ma molto ma molto meglio ben messa e dopo il semplice trattamento cif gli ho dato solo una lucidatura e riverniciato le parti mancanti e sembra che sia sempre stata conservata in queste condizioni, invece pure lei si è fatto qualche anno all'aperto in un pollaio, le potete vedere tutte due insieme qui.
http://s96.photobucket.com/albums/l180/vespamodelli/?action=view¤t=bibb.jpg&refPage=20&imgAnch=imgAnch22

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vespamodelli
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Inserito il - 08 nov 2006 :  20:04:01  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Spero di essere stato esaustivo . . .
Ps. Se volete la marca della colla bicomponente POXIPOL 10 min. Un fenomeno!!!

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Krusty
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Inserito il - 08 nov 2006 :  20:27:44  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
vespamodelli, che dire? ERA PROPRIO QUELLO CHE INTENSEVO!!!
insomma questo è quello che si dice restauro conservativo...
è allucinante vedere le evoluzioni del lavoro con foto e spiegazione...mi è sembrato di sentire la tua fatica (anzi forse ti ho anche aiutato!!) mentre leggevo...

una domanda sola, la seppiatura della vernice come l'hai fatta?mi spiegheresti passo passo il procedimento?(scusami ma di queste cose sono completamente a digiuno...)

poi che dire?domani vado a comprare il cif!! e inizio a documentare il mio restauro conservativo!!




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vespamodelli
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Inserito il - 08 nov 2006 :  23:24:46  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
La seppiatura già la fai con il cif, perchè abrasivo, ma quella che serve ad uniformare dopo i ritocchi si fà con carta abrasiva ed acqua su un pezzo di legno duro e poi senza, direttamente a palmo di mano. Parti da una 800, a salire di finitura con un 1000 e poi 1200.
Quando non senti più lo scalino tra vernice vecchia e nuova puoi lucidare .

Chi CAMBIA le marce non SCAMBIA mai la lamiera con la plastica!!!
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Alessandro Pisacane
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Inserito il - 09 nov 2006 :  08:43:40  Mostra Profilo Rispondi Rispondi Quotando
Ciao Vespamod,
non ho parole,farò tesoro dei tuoi accorgimenti.
Ciao


P.S.:secondo me faresti fessi anche quelli di CSI MIAMI!!!



Spero che scorra buon "olio" tra di noi..
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